lunedì 3 agosto 2015
luciferoflegreo: SCRITTA LA PAROLA “FINE” ALLA STORIA DEGLI UFFICI ...
luciferoflegreo: SCRITTA LA PAROLA “FINE” ALLA STORIA DEGLI UFFICI ...: In questi giorni, come molti sapranno, Pozzuoli e i Campi Flegrei hanno perso anche l’ultima possibilità di poter mantenere ...
SCRITTA LA PAROLA “FINE” ALLA STORIA DEGLI UFFICI GIUDIZIARI PUTEOLANI, LUNGA ALMENO 21 SECOLI!
In questi giorni, come molti
sapranno, Pozzuoli e i Campi Flegrei hanno perso anche l’ultima possibilità di
poter mantenere sul territorio almeno l’Ufficio del Giudice di Pace. Scompare
così, nella sedicente “città dei diritti”, un ulteriore e importante presidio
di legalità; va via da Pozzuoli anche l’ultimo ufficio giudiziario superstite. E’ per la prima volta dopo 21
secoli che non siamo più sede di un
luogo ove si amministri la giustizia.
Viviamo un momento storico (in negativo)!
Nella lunga monografia “Pouzzoles
antique”, lo studioso francese Charles Dubois rammenta a pag. 26 che “ … La
faculté, pour une ville, de dater ses actes publics par les noms de ses
magistrats, fut plus tard un privilège universellement répandu, en 105 il devait être encore assez rare et Pouzzoles le possédait … »
(La facoltà, per una città, di datare i suoi atti pubblici con i nomi dei suoi
magistrati, fu più tardi un privilegio universalmente diffuso, nel 105 (A. C.)
doveva essere ancora abbastanza raro e Pozzuoli lo possedeva). (C. Dubois,
Pouzzoles antique, Paris, 1907) . Gli studiosi dunque datano, per
inferenza, l’esistenza di un’autonoma giurisdizione per l’antica Pozzuoli
almeno dal 105 A. C., cioè da ben 2120 anni ! Vi erano i
«duumviri » e un « collegio duumvirale » del quale
facevano parte i duumviri anziani, e vi erano i « censori » !
Per il medioevo e l’età moderna ecco
brevi note sintetizzate dalla “Storia di Pozzuoli e dei Campi flegrei” di
Raimondo Annecchino (Pozzuoli, 1961) nel libro di Claudio e Lucio D’Isanto sui
“Privilegi della città di Pozzuoli in età vicereale” (2011). (Le parti
virgolettate riportano le parole testuali di Annecchino): “I giudici si dividevano in due categorie: iudices ad contractus tantum, che assistevano alla stipulazione dei
contratti pubblici o privati, rogati dal notaio, e li sottoscrivevano per
legalizzarli; e giudici ad contractus,
che avevano anche la facoltà di amministrare la giustizia. Quantunque si
ritenesse indispensabile che i giudici ad
contractus non solo sapessero scrivere, ma che avessero pure un’infarinatura
di cognizioni legali” non di rado ci si imbatte in qualche atto puteolano
dell’epoca non firmato dallo iudex ad
contractus perché scribere niescens
o, come oggi diciamo, analfabeta.
Nelle terre demaniali non potevano
esservi più di tre giudici e sei notai. Facevano eccezione solo Napoli, Salerno
e Capua che avevano cinque giudici ed otto notai. Il numero variava in
relazione alla popolazione ed all’importanza della città. A Pozzuoli venivano
eletti due giudici. Se mancava il notaio, il giudice nominava uno scrivano
mentre un notaio pubblico poteva sostituire il giudice. Non mancavano iudices ad contractus a vita.
I baiuli,
infine, giudicavano cause civili e penali di lieve entità che non comportassero
pene corporali o condanne superiori ad un’oncia. Avevano inoltre il compito di
vigilare sull’osservanza delle assise e sul peso e sulle misure dei venditori,
l’obbligo del servizio di polizia urbana che andava dall’arresto di colpevoli
colti in flagranza di reato all’esigere diritti di dogana. Spesso, come del
resto in tutti i domini spagnoli, il loro operare assumeva carattere
vessatorio. La bagliva o curia dei
baiuli era costituita anche da un assessore e da un notaio.
SUCCESSIVAMENTE, dopo i periodi
vicereali (spagnolo e breve periodo austriaco) a seguito dei governi
illuministi di Carlo III e successiva reggenza Tanucci e – soprattutto – del
periodo napoleonico (Giuseppe Bonaparte e Murat) nacque la Pretura più o meno
così come la abbiamo conosciuta fino al 1989. Le vicende successive sono sufficientemente
note anche ai non addetti ai lavori. La Pretura nel 1989 divenne “sezione
distaccata di Pozzuoli” prima della “Pretura Circondariale di Napoli” e poi del
“Tribunale di Napoli” ma l’ufficio rimaneva fortemente radicato sul territorio.
Inoltre, nel 1995, nasceva l’autonomo “Ufficio del Giudice di Pace di
Pozzuoli”, uno, tra quelli delle città non capoluogo di provincia, dei più
grandi d’Italia per affari trattati ed un autonomo e minuscolo Ufficio del GdP
di Procida. (Dunque una lunga storia,
dai tratti anche talvolta duri, come sempre talvolta la storia presenta, ma
sempre meglio avere avuto delle strutture giudiziarie che non averne avute
affatto)!
A questo punto subentra, nel quadro
della cosiddetta “spending rewiew” (governo Monti) il Decreto Legge n. 138 del
13/08/2011 poi convertito in legge il 14/09/2011 con legge 148, legge-delega
“per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici
giudiziari”. Di fatto, con l’eccezione degli uffici aventi sede nei capoluoghi
di provincia o nei capoluoghi di circondario (sedi di tribunali centrali)
venivano soppressi, con la suddetta normativa, quasi tutte le sezioni
distaccate e tutti gli altri uffici del giudice di pace, compresi entrambi gli
uffici puteolani, con delle eccezioni e scappatoie previsti dalle norme stesse.
(La questione era leggermente più complessa ma semplifico per ragioni di
comprensibilità).
Dunque giungiamo alle elezioni
comunali del 2012. Nel mentre si svolgeva la campagna elettorale, tra le pieghe
delle varie disposizioni attuative sopraggiunte si intravvedeva la possibilità
che entrambi gli uffici potessero, in astratto, essere trattenuti a Pozzuoli. In
quel momento storico sembrava che maggiori possibilità vi fossero per la
permanenza del Tribunale anzi per la possibilità di un Tribunale autonomo. Qui
sono un testimone personale degli eventi. Feci parte, insieme a Lucia Fattore,
per l’ IdV, della commissione che doveva stilare il programma elettorale per il
centrosinistra. Fui parte attiva nella parte che riguardava gli uffici
giudiziari. Ricordo che Elio Buono stilava di persona con la nostra
collaborazione e traduceva, in quel po’ di politichese necessario, le mie proposte
circa il Tribunale (il cui mantenimento sembrava – per motivi che sarebbe lungo
dire – al momento più fattibile di quello del GdP). A pag. 4 del programma si
legge: “E’ indispensabile ridare al Tribunale di Pozzuoli la sua piena
efficienza, fornendogli una sede adeguata e fruibile a Monterusciello, dove
rappresenterebbe anche un presidio di legalità e l’opportunità di un indotto
economico. A tal fine, occorre predisporre gli atti per eliminare dal bando di
alienazione il Centro commerciale di Monterusciello e, quindi, incaricare l’UTC
di quantificare le somme per i lavori di adeguamento a nuova sede del Tribunale”.
Eventi successivi resero difficile la
permanenza del Tribunale a Pozzuoli ma la sorte volle che si realizzasse una
inaspettata riapertura dei termini per l’Ufficio del Giudice di Pace di
Pozzuoli sia pure senza oneri per lo Stato centrale. Ebbene, l’amministrazione
locale e quella degli altri tre comuni del mandamento (oltre Pozzuoli: Quarto,
Bacoli e Monte di Procida) dopo le prime promesse fatte sia ai rappresentanti
del foro sia a quelle dei gg.pp, tra le quali il reperimento di una sede già di
proprietà del comune, con atteggiamenti dilatori e scuse circa le (non
altissime) spese nonché rimpalli di responsabilità, nulla ha fatto per
mantenere almeno quest’ultimo presidio di legalità sul territorio. Io
personalmente mi sono sentito preso in giro due volte: la prima come elettore
del centrosinistra e la seconda come co-stilatore del programma elettorale di
centrosinistra. Vero è che anche gli altri predetti comuni dovevano accollarsi
parte delle spese (sempre non altissime) ma, da sempre l’onore e l’onere
maggiore è ricaduto sul comune capoluogo del mandamento in cui l’Ufficio
giudiziario ha la sede! I programmi elettorali sono dunque solo una formalità
burocratica da adempiere? Servono solo ad imbrattare carta e, al più, a
spostare qualche voto? Ci rispondano i signori amministratori (non siamo
ottimisti sul punto)!
Il risultato comunque alla fine è questo: dopo 2120 anni di storia
Pozzuoli non è più sede di un ufficio giudiziario. Ciò che non hanno potuto fare
invasioni, cataclismi, dominazioni straniere etc. ha potuto invece ottenere
questa amministrazione! Anche questo è un modo per passare (in negativo) alla
storia!
domenica 12 luglio 2015
"SINERGIA" e INCIVILTA'
Quando,
ormai purtroppo alcuni decenni fa, ero studente post-universitario presso la
Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, il professore di Macroeconomia
ci fece leggere e commentare l’articolo di un economista su non ricordo più
quale giornale. All’improvviso comparve una parola, all’epoca ancora molto poco
usata, “sinergia”. Studenti provenienti per due terzi dal liceo classico ne
capimmo il significato di chiara origine greca, come quella di tante altre
parole in uso in tutte le lingue di quell’Europa che vorrebbe bandire la Grecia stessa dal
proprio consesso. E’ il composto di “syn” (“con”, “insieme”) ed “ergo”
(“operare”, “lavorare”) quindi = a lavorare insieme, cooperare, collaborare.
“Non vi preoccupate – disse l’economista – l’autore ha inteso servirsi di un
linguaggio un po’ pomposo”. Da allora, grazie al potere persuasivo dei media,
il vocabolo è divenuto in poco tempo di uso comune, addirittura se ne fa un uso
inflazionato ed è giunto persino nel vocabolario di autore misterioso in uso
presso il Comune di Pozzuoli.
Di recente
Danilo Pontillo, sollecitato da un commerciante giustamente sdegnato, dalle
pagine di “Pozzuoli21”, ha denunciato il caso di diversi sacchetti a perdere,
poi pure apertisi, abbandonati in pieno giorno nella piazza principale della
nostra città. Dopo aver giustamente
stigmatizzato i numerosi incivili che vivono nella nostra città (ancora molti ma
in numero costantemente decrescente e certo non maggioritario, sempre comunque
troppi), ha invitato il sindaco,
giustamente, alla doverosa attività repressiva ma ha anche posto la domanda,
essendo stata l’immondizia abbandonata per diverso tempo: … “com’è che chi
aveva il compito di rimuoverla (l’immondizia) non l’ha portata via? Da lì la
“De Vizia” non passa? E’ zona franca? E’ territorio neutrale come la Svizzera”?
Ecco Signor Sindaco il succo del problema! E’ necessaria una “sinergia”, parola
che Lei spesso usa (sono divenuto un Suo attento esegeta) e che ben s’attaglia
a casi come questo! Casi non isolati, perché su “Pozzuoli denuncia” almeno una
frequentatrice della pagina ha lamentato una situazione simile. Per limitare
casi come questi sarebbe infatti necessario:
·
Reprimere
con i mezzi legalmente concessi i comportamenti incivili;
·
Denunciare
certamente l’esistenza di molti incivili nella nostra città;
·
Ma
anche rimuovere, da parte di chi è preposto, l’immondizia abbandonata. E se chi
a ciò è preposto è un privato (lautamente pagato dalla collettività)
controllare questo privato affinché faccia quel che deve!
SINERGICAMENTE!
L’attività incivile di alcuni
cittadini, da Lei spesso denunciata (ma con semplificante generalizzazione) non
deve e non può costituire un alibi! E’ necessario condannare i reprobi,
moralmente e materialmente, è necessario che i buoni cittadini isolino e
condannino gli incivili, ma ciò non esime l’amministrazione dal rimuovere il
prodotto delle loro malefatte né dal controllare chi a tale rimozione è
addetto! Anche nel più civile dei paesi c’è qualche incivile, altrimenti non si
spiegherebbe perché tutti gli ordinamenti, anche dei paesi più avanzati, prevedano sanzioni! Faccio un piccolo esempio. Certamente un buon cittadino non
deve buttare cartacce o cicche per terra ma ciò non esime chi di dovere di
apporre dei cestini per strada, di farli periodicamente svuotare (cosa che da
noi viene “quasi” sempre fatta) e di sanzionare, oltre agli automobilisti (vero
sigg.ri VV. UU?) anche chi butta i bicchieri di plastica per strada! Senza l’alibi dell’inciviltà altrui ma in
“sinergia” con la parte migliore della cittadinanza!
domenica 28 giugno 2015
IL SINDACO, IL PIE’ VELOCE ACHILLE E … NAPOLEONE (ovvero noterelle in margine al consiglio comunale del 26 giugno 2015)
IL SINDACO, IL PIE’ VELOCE ACHILLE E …
NAPOLEONE
(ovvero noterelle in margine al
consiglio comunale del 26 giugno 2015)
Stanotte ho deciso (lo faccio da un
po’ di tempo) di rubare qualche ora al sonno e di sottopormi al notevole
sacrificio personale di ascoltare su youtube il chilometrico consiglio comunale
dello scorso venerdì 26 c.m. Gli argomenti all’ordine del giorno erano di
grande interesse per il sottoscritto che, a torto o a ragione, si sente vessato
fin nel quotidiano vivere da decisioni di questa amministrazione comunale che
ritiene arbitrarie e cervellotiche. Il primo argomento all’ordine del giorno riguardava
le strisce bleu che ormai adornano tutte le strade di questa città in maniera
tanto massiccia da costituirne una caratteristica fondamentale. Ormai, se
Parigi è “La ville lumière”e Praga “la città d’oro”, possiamo invece definire
Pozzuoli, parafrasando Gershwin, “La città in blu”; suggeriamo questo titolo ai
nostri esìmi amministratori, chissà, potrebbe magari costituire uno slogan per
attrarre turisti!
Confesso di
non aver seguito il secondo punto all’ordine del giorno, dopo oltre cinque ore
ero esausto! Sul primo punto il consiglio è stato interessante, la discussione
talvolta appassionata e addirittura fin troppo calda, ma il momento clou, come
succede ormai spesso, è stato per me rappresentato dalla replica del Sindaco.
Il primo cittadino ha reiterato l’affermazione, già affidata ad un comunicato
stampa di qualche tempo fa e che mi ero illuso e avevo persino sperato
appartenere ad un addetto stampa di rigorosa formazione Kantiana. Come ha
postato immediatamente in diretta Danilo Pontillo, ovviamente presente e cui
non è sfuggita l’importanza della riaffermazione convinta del sindaco, la frase
è questa: “…Questa è una città che non vuole le
regole, vuole l'anarchia. Ognuno fa da sè..." per cui si ribella a chi,
come questa Amministrazione, tali regole vuole imporre.
DUNQUE NON AVEVO SBAGLIATO, IN
PRECEDENTI MIEI MODESTI INTERVENTI, A CAPIRE; I PUTEOLANI, PER IL SINDACO, SONO
INCIVILI E LUI SI SENTE INVESTITO DEL MANDATO DI FAR LORO APPRENDERE A
RISPETTARE LE REGOLE, CIOÈ DI CIVILIZZARLI! Le truppe cammellate e i “bravi”
del sindaco che, in diverse pagine di Facebook, nei loro commenti hanno messo
in dubbio esserci mai stata una affermazione del genere sono dunque serviti!
A questo punto una domanda mi sorge
spontanea. Gli stalli bleu, come notato a onor del vero da taluni consiglieri,
in dispregio di una specifica norma del Codice della Strada (art. 7 co. 8), sono
in numero spropositato rispetto a quelli bianchi, e questo indipendentemente da
ogni spiegazione dietrologica, pur accennata in consiglio e che chi scrive non
è in grado di giudicare; numerosi stalli bleu sono nelle curve, altri in
prossimità di ingressi e di segnali di stop; tutti questi (mancati)
accorgimenti non sono raccomandati da cittadini petulanti ma dal codice
stradale cioè da una legge ordinaria dello stato, e questo è un fatto e non un’opinione!
Fatta questa precisazione come può – da un punto di vista logico –
conciliarsi la pretesa che i cittadini rispettino le regole quando l’amministrazione
per prima le calpesta? Non sono regole quelle dettate da leggi dello Stato? Un
cittadino ignaro del C.d.S. non potrebbe essere indotto dai predetti
comportamenti del Comune a pensare che sia lecito parcheggiare in curva o in
prossimità di incroci o che possano essere apposte strisce bleu a completo
arbitrio di chi amministra? E, ancora, come possono degli incivili aver votato
in gran copia (e io tra di essi) persone che invece vorrebbero finalmente
imporre delle regole? E le “regole” possono essere, legge dello Stato alla
mano, illegittime e pertanto “irregolari”? Ci spieghi, signor Sindaco, questi
palesi ossimori!
Tutti coloro che hanno studiato al
liceo classico o scientifico, alle magistrali o in altro tipo di scuola un po’
di filosofia, si sono imbattuti nel famoso paradosso di Achille, detto “il pié
veloce”, che gareggia in corsa con la proverbialmente lenta tartaruga, cui è
stato concesso doverosamente un certo margine di vantaggio. Secondo Zenone di
Elea (alias Velia, oggi in provincia di Salerno, rimaniamo dunque in Campania) il
velocissimo Achille non raggiungerà mai la tartaruga. Lei dunque sig. Sindaco è
un grande filosofo! Al paradosso di Zenone su Achille che non riesce a raggiungere
la tartaruga Lei aggiunge il paradosso
delle “regole irregolari” e degli elettori incivili che eleggono quali propri
rappresentanti chi li vuole civilizzare!
Ma torniamo al consiglio comunale di
cui sopra. Replicando a certe allusioni di un consigliere circa un paio di episodi
specifici in cui si sarebbe verificata una carenza di trattamento uguale per
tutti nell’attività di repressione degli “anarchici” comportamenti di cittadini
e cioè di aver utilizzato in determinati casi due pesi e due misure rispetto ai
cittadini normali (non entro nel merito perché non conosco i fatti specifici),
il Sindaco ha risposto, in maniera poco simpatica e come correttamente
riportato da Pozzuoli21, invitandolo: “ad azionare il cervello prima di venire
a dire certe cose” (non tutti hanno le sue capacità intellettive, sig. Sindaco)
perché, se “investito ufficialmente” di certe questioni dovrebbe chiudere un
paio di attività e poi dire che è colpa del consigliere X (quello che ha
denunciato i fatti). Sulla scarsa responsabilità di questa risposta, gravissima
per la carica istituzionale da cui proviene, nulla avrei da aggiungere a quanto
commentato da Pozzuoli21. Ma, ancora, ci spieghi il signor Sindaco come è
possibile imporre regole … ma solo se “investito ufficialmente”; ma le regole non
dovrebbero essere le stesse per tutti, sia che sia investito ufficialmente, sia
ufficiosamente o se non sia investito affatto del problema? E se non è a conoscenza
dei fatti, qualora risultassero veri, quali iniziative dovrebbero essere prese
nei confronti dei vigili che impongono il rispetto delle regole … ma non per
tutti?
In calce al resoconto di Pozzuoli21,
l’arch. Grande ha posto un commento che mi consento di riportare: “Sarei curioso di conoscere l'esatta definizione di essere <investito
ufficialmente del problema>. Sono almeno due anni che denuncio, per iscritto
e con firma, le numerose manchevolezze dell'amministrazione, eppure non è mai
pervenuta una pur minima risposta. Cosa deve pensare la Cittadinanza”? L’arch.
Domenico grande è un fedele lettore degli atti dell’amministrazione che in base
a cogenti direttive dell’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) “devono”
essere pubblicati on line. Il predetto professionista ha più volte notato
qualche omissione, qualche allegato generico o appuntato a mano o mancante etc.
Insomma ci sarebbe a suo dire una certa opacità più che trasparenza. Lo ha
scritto ma alcuna risposta gli (ci) è mai pervenuta. Se la trasparenza è stata
imposta è perché il cittadino possa controllare l’attività del suo comune, come
è suo DIRITTO! Una risposta dall’amministrazione ai quesiti posti non sarebbe
dovuta? Magari dei chiarimenti fugherebbero errati sospetti. Invece l’amministrazione
tace e non chiarisce, rendendo opaca la trasparenza (visto che gli ossimori
piacciono tanto …). Signor Sindaco, secondo Lei, questo è rispetto delle
regole?
Infine due ultime note. Il Sindaco ha detto, sempre
nel consiglio del 26/06 c.m., che i cittadini di Napoli e altre città trovano
Pozzuoli molto migliorata da quando è da lui amministrata. Piccolo particolare,
il giudizio lo devono dare i puteolani e non altri, e ciò anche se a suo dire
sarebbero incivili!!!
Classica ciliegina sulla torta, il Primo Cittadino ha
asserito che la valutazione tanto al suo piano antitraffico (rectius: “pro
traffico”) quanto al suo operato in genere deve essere dato solo a completamento
del tutto e ha testualmente affermato che “i posteri” daranno il completo giudizio. Qui
la citazione non viene da noi, come nel paradosso di Zenone, un po’ arbitrariamente
dedotta perché la citazione manzoniana del “5 maggio 1821” è esplicita (“Fu
vera gloria? Ai <posteri> l’ardua sentenza)! Signor Sindaco, Manzoni si
riferiva a un certo … Napoleone Bonaparte …!!!
mercoledì 29 aprile 2015
STRISCE BLU. RISPOSTA ALLA CORTESE LETTERA DEL SINDACO SU "Pozzuoli21"
Ill.mo sig. Sindaco
del Comune di
Pozzuoli
Anzitutto La ringrazio comunque per
la Sua, sia pure indiretta, risposta tramite "Pozzuoli21". Prima di passare al merito mi consenta
qualche nota circa i Suoi rilievi di “carattere
personale” nei miei confronti. Lei dice che col mio presunto “sarcasmo” vorrei
“sminuire l’attività di un Sindaco”. Nulla di più errato. Magari sbagliando
avrò considerato dannosi i Suoi provvedimenti circa le strisce blu ma, nel far
questo, non ho certo sminuito l’attività del Sindaco e la relativa capacità di
influire positivamente o, a mio parere e limitatamente a questo caso,
negativamente sulla vita dei cittadini. La ringrazio ancora per avermi degnato di
una risposta dal momento che, a suo dire, preferirebbe
·
“rispondere
a quei cittadini che si rivolgono allo scrivente semplicemente per avere
un’informazione” (non sapevo che un Sindaco desse informazioni, grazie per la
notizia, la prossima volta che mancherà l’acqua anziché telefonare
all’acquedotto telefonerò direttamente alla S. V.; ovviamente scherzo –
sorrida una volta tanto, La prego, l’autoironia è dei forti non dei deboli - ma
è pur vero che è Lei, non io, in questo caso, a sminuire la Sua funzione)
·
”per
segnalarmi qualsivoglia criticità” (e cosa avevo fatto io?)
·
“o
per scambiare qualche opinione su quelle che sono le problematiche che attanagliano
la nostra città” (e ancora: e cosa di diverso avevo fatto io?)
·
“senza necessariamente rivolgere critiche fini
a se stesse o estremamente tendenziose”. Qui mi permetto di chiederLe: quando è
che una critica è fine a se stessa? Io avevo, tra l’altro, parlato di codice
della strada calpestato, avevo citato l’articolo e il relativo comma, se non
è d’accordo risponda sul punto altrimenti “critiche fini a se stesse”
significa semplicemente intolleranza alle critiche “tout court” e le critiche,
ribadisco, sono il sale della democrazia. E’ d’accordo con me un tale Voltaire
… e scusate se è poco! Lei non fa altro che ribadire, per la seconda volta dopo
il comunicato, che per Lei ci sono cittadini buoni (quelli che non criticano) e
cittadini cattivi (quelli che criticano) mentre io, ingenuo, credevo che un
Sindaco non dovesse fare discriminazioni tra i suoi amministrati. Quanto allo
“estremamente tendenziose” vado sul vocabolario Treccani (Lei mi costringe a
studiare) e trovo che per “tendenziose” si definiscono “finalità o interessi particolari o personali, per cui viene
alterata la realtà oggettiva e la verità”. Ho parlato di stalli, di Codice
della Strada, di sensi unici etc. cioè di cose su cui legittimamente possiamo
avere opinioni divergenti ma che sono cose reali, non ho alterato nessuna
realtà. Ovviamente, se nel vocabolario in uso al Comune vi è un significato
diverso del termine “tendenzioso”, accetterò come sempre i consigli bibliografici
in materia!
Dopo di ciò,
nella Sua gentile lettera, Lei sembra passare dai rilievi personali al merito.
Ammette che qualche aspetto del piano merita approfondimenti e dice che per
altri aspetti avrei male interpretato le Sue intenzioni ma, ritiene “inutile e
non costruttivo rispondere ad ogni singola osservazione” (penso si riferisca a
quelle fatte, oltre che dal modesto sottoscritto, da varie espressioni della
cittadinanza) “senza aver prima monitorato il piano generale”, si dice pertanto
disponibile “solo successivamente” ad analizzare i suggerimenti provenienti da
cittadini, associazioni, delegazioni etc. in quanto “l’arroganza e
l’infallibilità non appartengono all’Amministrazione che ho l’onore di
presiedere …” bellissime parole … se non fossero seguite da un codicillo:
“anche se devo, mio malgrado, constatare che l’arroganza nel voler imporre la
propria verità caratterizza molti individui”. (Sul termine “individui”
mi soffermerò più avanti). Cosa vuole dire, che chi non la pensa come Lei è
arrogante? Allora con chi è disposto a dialogare? Con quelli che la pensano
come Lei? E che dialogo è quello tra persone che la pensano nello stesso modo?
Sarebbe come dialogare con se stesso! Il “dialogo”, dice sempre il mio modesto
dizionario Treccani, è costituito da “concetti
opposti in tenzone su materia filosofica, religiosa, estetica, politica
…” ma arrendiamoci, ormai è evidente che
io e il comune usiamo vocabolari differenti e il comune è avaro nel rivelare le proprie fonti bibliografiche! Quello che però dispiace, in quanto cittadino di
Pozzuoli, è quel “non cambierei una sola parola di ciò che ho scritto alla
cittadinanza sul Piano delle strisce blu”. Dunque conferma che Pozzuoli, è per
Lei, come nel Suo comunicato stampa di riferimento, “Città abituata a non avere
regole”, cioè che i cittadini puteolani sono incivili anche se hanno votato
(contraddittoriamente) una classe amministrativa eticamente di livello
superiore che si appresta finalmente a dar loro delle regole (altro che carenza
di arroganza)! Ben diverso sarebbe stato, a mio modestissimo avviso, un
approccio del tipo: “signori, così non si può andare avanti, diamoci una mano
reciproca, amministratori e amministrati, per migliorare la convivenza in
questa città”!
Dopo aver espresso le Sue “personali
considerazioni” la S.V. passa ai pochi aspetti “tecnici” (il
virgolettato è testuale) che mi interesserebbero riguardanti via Carmine e via
Rosini (falso, avevo parlato di queste strade, perché le conosco meglio, a solo
titolo esemplificativo). Ne deduco che ciò di cui mi ero lamentato nel resto
della lettera e cioè l’essere stato, a mio parere, ignorato il Codice della
Strada (art. 7, comma 8), e altre norme ancora, siano da Lei considerate
quisquilie, pinzellacchere. Niente male per la “città dei diritti”! Mi informa
quindi che Via Carmine sarebbe stata
declassificata, perché oltre l’ingresso di Villa Avellino non si può più andare,
e di conseguenza non vi sarebbe alcuna incongruenza nel fatto che dove ieri la
sosta intralciava il traffico e veniva sanzionata ora non lo
intralcerebbe più. Via Rosini invece, a seguito sempre dei nuovi dispositivi
sul traffico, sarebbe interessata da un maggiore flusso di traffico e quindi questo
spiegherebbe l’impossibilità di prevedere stalli per la sosta su entrambi i
lati. Ma né per via Carmine né per via Rosini quanto in teoria previsto si verifica nei fatti. Mi permetto di
consigliarLe di venire in zona per esempio verso le ore 13,00 – 14,00, quando
chiudono le due scuole elementari e l’asilo presenti nelle vicinanze e
scompaiono i due Vigili, la cui unica funzione sembra evitare, nelle sole ore
in cui il traffico è meno intenso (ma i
posti per parcheggiare egualmente mancano)
tanto la “sosta” quanto la “fermata” su di un lato di via Rosini (la
differenza codicistica tra i due termini è a loro del tutto ignota). Il flusso
di auto è talmente forte che si parcheggia in ogni buco, tantissimi automobilisti
vagano a lungo (attraversando anche la “declassificata” via Carmine) per
trovare un posticino dove sostare il breve tempo necessario e l’inquinamento
acustico e atmosferico (che il nuovo dispositivo, a Suo dire avrebbe ridotto)
divengono egualmente intollerabili. Lo stesso alle ore tardo-pomeridiane
del venerdì e del sabato. Il tutto esattamente come prima, quando la sosta era
vietata su di un lato a via Carmine mentre si poteva parcheggiare su entrambi i lati a via Rosini. Tutte le evidenze empiriche smentiscono pertanto le sue
delucidazioni "tecniche". Infine una domanda. Anche via Solfatara e via Terracciano, pur in presenza di un doppio
senso e per giunta interessate da un flusso non solo urbano di traffico,
sono state “declassificate” dal momento che sono comparse pure lì le strisce
bleu dove prima imperversava il carro attrezzi?
La saluto infine, col solito rispetto
dovutoLe, ma La saluto non da “individuo” ma da qualcosa di molto più, da
“cittadino”, ed è questo un termine molto più ampio e non riducibile, nel
nostro ordinamento democratico, da parte di nessuno, nemmeno da parte di un
Sindaco!
Dott.
Lucio D’Isanto
sabato 28 marzo 2015
luciferoflegreo: ANCORA SULLE STRISCE BLU - NON RISPOSTA-RISPOSTA D...
luciferoflegreo: ANCORA SULLE STRISCE BLU - NON RISPOSTA-RISPOSTA D...: Come avevo preventivato, pur sperando il contrario, nel mio precedente post: "A PROPOSITO DI UN RECENTE COMUNICATO STAMPA CIRCA L’ISTI...
ANCORA SULLE STRISCE BLU - NON RISPOSTA-RISPOSTA DELL'AMMINISTRAZIONE
Come avevo
preventivato, pur sperando il contrario, nel mio precedente post: "A
PROPOSITO DI UN RECENTE COMUNICATO STAMPA CIRCA L’ISTITUZIONE DELLE STRISCE BLU
DEL SINDACO di POZZUOLI PER I <CARISSIMI CONCITTADINI>”, pur avendo
inviato praticamente una email al giorno al sig. Sindaco, l'Amministrazione ha ritenuto di
non dover dare alcuna risposta in merito.
Bisogna allora fare
due precisazioni:
·
Il sig. Sindaco
ha sicuramente, amministrando una città di 90.000 abitanti e più, molto da fare
e non ci si aspettava certo una risposta diretta;
·
Il sottoscritto,
oltre che da personale impulso, è stato spinto a scrivere la sua protesta anche
da altri cittadini e inoltre non in pochissimi hanno letto e, soprattutto,
condiviso in tutto o in parte quanto dal sottoscritto affermato.
Dunque non ad un singolo cittadino (il che peraltro
già sarebbe una cosa abbastanza normale in democrazia) ma a una pluralità di
cittadini non è stata data alcuna risposta. Né sarebbe stato necessario che il
Sindaco in persona impegnasse il suo tempo a rispondere. Ben poteva affidare la
risposta a un suo collaboratore o altro componente dell’Amministrazione, o
magari al materiale estensore del “comunicato stampa” in questione, peraltro,
come abbiamo potuto notare, intriso di
cultura Kantiana e dunque sicuramente conscio dei suoi doveri.
Ma, a ben vedere, sig. Sindaco, la Sua “non risposta”,
il “SILENZIO” dell’Amministrazione da Lei diretta è un silenzio significativo e
dunque E’ GIA’ UNA RISPOSTA!
·
E’ una risposta
che dice: “ME NE FREGO DI QUELLO CHE VOI PENSATE E SCRIVETE” e questa, me lo
lasci dire sig. Sindaco, non è una bella cosa in un paese democratico e – per
di più – è in stridente contraddizione con un’amministrazione che dice di voler
fare di questa città una “città dei diritti”!
·
E’ una risposta
che – quando c’era lo Stato assoluto (da “absolutus” = sciolto da ogni vincolo
nei confronti dei cittadini) – si dava ai “SUDDITI” privi di ogni diritto e non
ai “CITTADINI”!
·
E’ una risposta,
mi lasci dire, arrogante, da parte di una amministrazione che si ritiene
infallibile. Ma l’infallibilità appartiene a Dio, per chi ci crede, non agli
esseri o alle istituzioni umani! Mi permetto di ricordarLe che Einstein trovava
il tempo di rispondere a lettere semplici anche di semplici e ingenui alunni
delle elementari!
GRAZIE SIGNOR SINDACO PER LA SUA RISPOSTA, SILENTE MA
PIU’ CHE ELOQUENTE!
Col dovuto rispetto (anche se da Lei evidentemente non
corrisposto) le porgo i miei saluti!
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